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Per
15 anni Roma è stata governata da un gruppo di potere politicamente
disomogeneo che raggruppava ex democristiani, ex comunisti, comunisti
irriducibili, verdi, radicali, ecc. La mancanza di una visione strategica
comune ha fatto si che l’unica attenzione di costoro sia stata quella di
rinforzare il potere di gruppi e gruppetti, facendo affari con chiunque
prospettasse ipotesi speculative a spese delle risorse pubbliche senza
avere la capacità di orientare la crescita e la trasformazione della
capitale di uno stato moderno. Negli ultimi anni la macchina politica e
amministrativa ha mostrato segni progressivi di paralisi e, a parte piantare
inutili semafori o ritinteggiare qualche edificio, si è arrivati
pericolosamente vicini al collasso,sino all’incapacità di impedire gli
insediamenti abusivi dentro parchi come quello di Castelfusano, riportando la città indietro di
30 anni, quando le baracche costruite dai senzatetto italiani erano
costruite a ridosso delle mura e degli acquedotti imperiali.
I
colpevoli di tutto ciò sono stati sonoramente sconfitti nelle ultime
elezioni, anche perché hanno accuratamente evitato di fare il minimo di
autocritica sui mali in cui Roma stava sprofondando negli ultimi anni. Al
contrario hanno avuto l’arroganza di candidare uno dei peggiori politici
italiani: un ex sindaco che ha cambiato partito e ideologia, passando da
convinzioni laiche e libertarie, a quelle ambientaliste, sino a diventare un
cattolico integralista e bigotto filo nuclearista e amico dei
cementificatori della Campagna Romana. Negli ultimi giorni i suoi alleati,
senza alcuna vergogna, hanno accusato il suo avversario delle peggiori
nefandezze, tra le quali la più grave era quella di portare al collo un
simbolo del Cristianesimo primitivo irlandese. La maggior parte dei
cittadini romani si sono rivoltati e lo hanno pesantemente riportato alla
realtà.
Adesso Roma sarà governata per cinque anni da una classe politica che è
stata per 15 anni all’opposizione, talvolta in maniera attenta, altre volte
in maniera un po’ troppo accomodante e distratta. Ai nuovi arrivati il
merito di aver cacciato via il vecchio e di affermare la volontà di cambiare
direzione in maniera netta. Si spera abbiano già capito che se non saranno
onesti e capaci di restare vicini alle esigenze della gente, di gestire con
senso di responsabilità una città che rappresenta un patrimonio esclusivo
dell’intera umanità, si troveranno di fronte al dissenso e alla ribellione
di un popolo che ha imparato a non lasciarsi più ingannare.
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